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matematica

Il termine Etnomatematica nasce dalla fusione dei due termini “etno”, che si riferisce al ramo del sapere che mette a confronto le differenti culture (etnologia), e “matematica”, la scienza che tratta le relazioni quantitative e le forme spaziali nella vita quotidiana.

Non esiste ancora una definizione standardizzata del termine etnomatematica, ma dagli studi effettuati e dalla letteratura presente è possibile definirla come l’insieme delle ricerche sulle relazioni tra le matematiche e i corrispettivi contesti socio-culturali che mettono in luce come le matematiche vengano prodotte, trasferite e diffuse nei differenti sistemi culturali.

Il termine fu coniato nel 1985 dallo studioso brasiliano Ubiratan D’Ambrosio con l’intento di indicare le pratiche matematiche di differenti gruppi culturali, prevalentemente prive di ogni forma di scrittura. Lo studioso Bishop definisce l’etnomatematica come «le matematiche praticate tra gruppi culturali identificabili quali le società nazionali-tribali, gruppi di lavoro, bambini di una certa fascia d’età, classi professionali, etc.» che in seguito amplia come l’espressione «le arti e le tecniche sviluppate dalle differenti culture per spiegare, comprendere e occuparsi del loro ambiente». 

 

Dalle definizioni di Bishop non è difficile convincersi del fatto che le matematiche devono essere considerate come un corpus di conoscenze culturali che vengono prodotte in vari contesti culturali, ma che non devono necessariamente apparire le stesse da cultura a cultura.

Le matematiche etniche sono spesso legate a pratiche divinatorie e utilizzate al fine di prendere decisioni, individuare le cause degli eventi e per prevedere eventi futuri. In queste pratiche divinatorie era possibile distinguere le due seguenti tipologie:

In questa seconda categoria di pratiche divinatorie è possibile “far rientrare” le scienze.

Queste pratiche matematiche vengono spesso escluse dalla matematica accademica, forse perché risulta essere un sapere non organizzato come il nostro corpus di conoscenze matematiche.

Si ritiene comunque interessante l’analisi delle diverse culture, in quanto ognuna di essere presenta un proprio modo di far di conto e lo studio del modo di fare matematica dei gruppi etnici che vivono ancora allo stadio primitivo, può permetterci di comprendere meglio il modo in cui si ragionava e il modo in cui siamo arrivati a sviluppare il nostro sistema di numerazione.

Un approccio etnomatematico nell’insegnamento in classi multiculturali può essere di grande aiuto allo studente? Forse sì, in quanto gli permette di collegare le conoscenze con quelle del proprio contesto sociale di provenienza. Oppure è preferibile presentare ai discenti i diversi approcci alle matematiche e lasciar a loro la possibilità di scegliere quello a lui più congeniale? Dare una risposta a questa domanda è molto difficile!

All’etnomatematica vengono mosse dagli studiosi tre critiche fondamentali di seguito presentate:

References

Ascher, M. (2007) Etnomatematica. Esplorare concetti in culture diverse., Torino: Bollati Boringhieri.

Franco Favilli (2011) Etnomatematica e Didattica della Matematica, [online] Available at: http://www.dm.unipi.it/~favilli/ [Accessed: 11/12/2011].

Gravità  zero (2009) Etnomatematica, questa sconosciuta, [online] Available at: http://www.gravita-zero.org/2009/04/etnomatematica-questa-sconosciuta.html [Accessed: 11/12/2011].

Storie di Scienza (2011) Etnomatematica. La matematica è un prodotto culturale?, [online] Available at: http://giovanniboaga.blogspot.com/2011/02/etnomatematica.html [Accessed: 11/12/2011].

Wikipedia (2011) Ethnomathematics, [online] Available at: http://en.wikipedia.org/wiki/Ethnomathematics [Accessed: 11/12/2011].

 

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